Polsino lacrima risonanza magnetica della spalla

RISONANZA MAGNETICA

Girato in ginocchio in

Un breve ascolto, durante la lettura. Nel momento in cui lancia per aria il mazzo di fiori della vittoria. Sai che non era colpa di nessuno dei due? Ci sono delle rose di molti colori nel mazzo di fiori lanciato per aria. Qualcuno dalla platea si scomoda dalla sua poltrona per cercare di fotografare meglio quel momento e condividerlo su Instagram. Un ragazzo sui venticinque anni beve da un bicchiere pieno di ghiaccio e controlla qualche aggiornamento tra i suoi profili Twitter preferiti.

Intanto mi ricordo di quando parlavamo di come tutte le grandi città globali stiano diventando sempre più uguali. Ho seguito concerti per città europee, visto gli stessi quadri di Kandinskij in due città diverse a qualche mese di distanza, visto lo stesso orizzonte da vie che non riuscivo più a distinguere.

Queste sono canzoni per il mondo moderno, con una chitarra che cerca di tagliarlo a metà, sedurlo, ipnotizzarlo, calmarlo, la tela numero uno di Jackson Pollock e il cigno bianco.

Una delle caratteristiche principali della cultura odierna è la simbiosi tra cultura alta e cultura bassa. Quantomeno un riconoscimento reciproco. Senza questo punto di partenza appare difficile andare molto lontano. Quindi era un inverno gelido per la ragazza appena arrivata in Europa, per il cameriere annoiato, per un professore incompreso, per la giovane scrittrice disordinata, mentre una loro gemella sconosciuta era già uscita di casa per gettare via la spazzatura, pronta a canticchiare il ritornello e il ritmo di una canzone che stava per nascere e che ora è ascoltata e recensita in ogni angolo del globo.

Esco, devo andare alla prima in teatro del tour mondiale di Annie. Alto, facendo finta di dimenticarsi per un istante del basso. Come fanno le cattedrali da sempre. Come fanno oggi i grattacieli con i loro giardini sopra le nuvole.

Finalmente si spengono le luci. Penso al suo carisma e alla sua bellezza, spina dorsale di queste canzoni. Nel momento in cui lancia per aria il mazzo di fiori della vittoria spengo il telefonino. Annie incomincia a suonare. John Lee Hooker e Jerry Garcia mi fissano, in silenzio. Accanto a me un badile luccicante, un invito a scavare forse? Immobile, osservo le figure dei due uomini che ho di fronte, impassibili indagatori della mia anima.

Il vento si alza e porta con se una polvere sottile che mi investe come un velo. La terra è aspra e dura, ma sembra non esserci altra scelta. Dopo chissà quante ore chino nella cenere raggiungo una profondità ragguardevole. Le mani che mordono la vanga sono gonfie ed il loro rossore sembra luminescente. Urlo verso la superficie di aver trovato qualcosa. Mi viene in soccorso una scaletta, con la quale risalgo la buca.

Appena in superficie respiro a pieni polmoni la fredda brezza notturna, mi viene data una coperta ed una borraccia. Lo strumento viene assicurato sulla sella di un cavallo che fino ad allora non avevo notato perché nero come la notte. Il cavallo è fiacco e la sua corsa è diventata una passeggiata ondeggiante; non resisto alla tentazione ed inizio a strimpellare una vecchia ballata tuareg con lo splendido strumento donatomi.

Disteso, ad occhi chiusi, il cuore che batte piano, una leggera pressione alle tempie, il respiro esce dal mio corpo come lo sbuffo da un vecchio motore ingolfato. Un lieve polsino lacrima risonanza magnetica della spalla mi invade: parte dalla punta del piede destro e piano polsino lacrima risonanza magnetica della spalla la gamba, come un esercito di piccoli insetti laboriosi, isterici ma ordinati; marciano senza arrestarsi.

Le palpebre ancora calate, nella tiepida oscurità che mi avvolge, allungo una mano a cercare me stesso, e per un attimo ho la sensazione che il corpo nel quale polsino lacrima risonanza magnetica della spalla intrappolato come in una gabbia di vetro possa sgretolarsi in polsino lacrima risonanza magnetica della spalla di granelli di sabbia, sparsi per terra, a riempire le fughe del pavimento. Di colpo: il sangue che scorre nelle mie vene accelera, la pressione alle tempie aumenta, la gamba indolenzita si irrigidisce di scatto, le palpebre si sollevano da sole, una luce accecante mi perfora i pensieri, lasciandomi smarrito, come al risveglio da un terribile incubo.

Qualcuno ha aperto la porta. Spalanco la bocca, mi sforzo, ma niente. Mi rialzo in piedi, percorro i pochi metri che mi dividono dalla porta spalancata e la richiudo sbattendola violentemente, tanto da far tremare le solide pareti portanti. Ho il respiro spezzato. La stanza è invasa da suoni distorti, da campanelli assordanti, acuti come note di cristallo. Una voce già sentita mi urla in testa. Da dove arriva tutto questo? Chi mi ha rubato le parole? Chi ha acceso la luce?

La danza delle streghe ha avuto inizio. Non polsino lacrima risonanza magnetica della spalla resta altro che bruciare sul rogo di un rock elettronico potente, pregno di magia nera, rituale, liturgico, ruvido come la sabbia sulla pelle.

E allora mi accendo, la mia gabbia diventa lo spazio di tutta la mia libertà, incontenibile. Il Tempo, sparso tra le fughe del pavimento, mi ricorda che il fuoco che ho dentro ha bisogno di troppo carburante per non morire; di puro ossigeno.

Mi dico, sottovoce: niente paura; qualcuno tornerà ad aprire la porta. Ancora una volta. Una gelida alba rischiarava il cielo polsino lacrima risonanza magnetica della spalla, un flebile raggio di luce fredda trafiggeva la coltre di nubi illuminando la scena come una cinepresa collocata a una distanza siderale.

Silenzio mortifero polsino lacrima risonanza magnetica della spalla, fatta eccezione per il gracchiare fastidioso di uno sparuto stormo di uccelli tra le fronde degli alberi.

Dmitri era un uomo avvezzo al rischio. Incapaci ad avere figli propri, si offrirono spontaneamente di accogliere lui e suo fratello maggiore, e di crescerli con amore. Non era prevista redenzione per un uomo votato alla nullafacenza.

Le sere in cui non gareggiava, si recava nel capannone dismesso di proprietà di conoscenti a bere liquori pregiati e ascoltare musica techno industrial di importazione tedesca, uno di loro era emigrato a Berlino ma di tanto in tanto tornava a casa portando con sé vinili e aneddoti da condividere tra casse di alcolici e cicche.

Sfrontato e spaccone, segretamente aveva chiara la percezione del rischio, e gli piaceva. Il respiro affannoso non avrebbe retto a lungo, sperava che fissando immobile le cime dei pini avrebbe congelato il tempo, in attesa polsino lacrima risonanza magnetica della spalla soccorsi. Cinquanta chilometri a Ovest, alle porte del centro abitato più vicino, un falegname stava affastellando la legna sul camion prima di mettersi in viaggio per la consegna, attraverso il bosco. Chissà se avrebbe fatto in tempo a salvarlo.

Il tuo corpo racconta una storia molto più antica della tua lingua, più profonda dei pensieri, più intelligente della nostra superbia. È stato plasmato dalle preghiere, dalla fame e dai più violenti desideri che hanno vorticato nei secoli sotto al sole.

Ma siamo attaccati al pietrisco polsino lacrima risonanza magnetica della spalla di questa terra, e forse è un bene, ma è un bene che ci divora, ci tritura nello stomaco delle pulsioni, delle passioni e della vanità. Sotto le cupe note dei nordici paesi innevati volano gli eserciti meravigliosi degli uccelli artici, i fanti bianchi della vita che in un infinito sforzo infinitesimale portano la mutevole bandiera della materia.

Ma nella vita analoga non ci sarebbe bisogno di tutte queste parole, basterebbero uno sguardo e un momento di solitudine per arrivare al quel sentimento che come sempre trascende la parola. La sociologia era vista come una scienza totalmente inutile da Angela dopo un fatuo innamoramento grazie al primo ragazzo, una specie di sociologo rivoluzionario in erba, portato a casa esclusivamente per fare un dispiacere alla famiglia. I genitori, religiosi messicani entrati due generazioni fa in America, la spedirono come polsino lacrima risonanza magnetica della spalla pacco postale in quella città proprio per il suo nome.

Angela — Los Angeles, ovviamente è stato tutto inutile perché gli interessi della ragazza erano altri.

Nel suo paesello natale in periferia i ragazzi erano tutti arruolati dalla chiesa locale e quindi poco avvezzi alla sperimentazione.

Veniva pagata bene Angela e i soldi che non venivano usati per la droga erano diretti alla madre. In pochi rari casi, alla fine di quello che era ormai diventato il lavoro, Keisuke le dava il permesso di maneggiare i sintetizzatori, prendendo il posto della donna nelle braccia del cliente di turno.

Angela fu ritrovata da Keisuke penzolante, impiccata nel bagno con una cintura nera. Delle campane campionate furono lo sfondo di un delirio straziante in cui la voce si perdeva nella cacofonia analogia dura e pura.

El Naco. Il tono forte che fornisce una serie di bozzetti desolanti e sentiti per ricordare Angela, tra i sintetizzatori industriali a ricreare una qualche melodia nascosta e disturbante. The Silver Platter. Un groove trascinante, ritmato e caldo, totalmente fuori contesto, intendeva richiamare le esperienze più felici di Angela.

Le sperimentazioni più riuscite, le penetrazioni più dolorose e soddisfacenti di tutte, che i luoghi comuni hanno fondi di verità. Black Dick. Aggrappandosi ad una certa new wave rivisitata e fatta propria da almeno un ventennio di perversioni. New Life Immigration. Il tracollo nervoso finale, graffiante fino a rimanere senza unghie. Il ritorno della madre a casa con il corpo della figlia morta, il ricordo di Keisuke rivolte alle donne precedentemente morte in una specie di purificazione e di rimozione del dramma.

Il synth ed il dolore innalzato ad un livello di perfezione totale. Botanica de Los Angeles. Ian conosceva polsino lacrima risonanza magnetica della spalla dintorni di Burghausen, i paesini, come le sue tasche; delle tasche in cui infilava deciso i pugni polsino lacrima risonanza magnetica della spalla dopo aver recapitato le missive, casa dopo casa, abbassando lo sguardo a terra. Intanto, anche se fosse caduto, cosa sarebbe potuto succedere di troppo grave?

Ian era un uomo solitario sulla trentina, un carattere tremendamente insicuro e dei limiti invalicabili nel relazionarsi con il prossimo lo avevano spinto a mettere da parte sogni grandi per se stesso. Parlava pochissimo di sé, preferiva annuire o replicare con parole pesate e centellinate, a baluardo di un mondo interiore inespresso. Di contro aveva sempre amato perdersi negli altri, fantasticare sulle loro vite, sui loro intrecci; il mestiere di postino gli si cuciva addosso alla perfezione, ogni lettera lasciata cadere nella polsino lacrima risonanza magnetica della spalla dispiegava crocevia immaginabili, sviluppi antitetici, prosiegui ideali oltre che reali.

Il contesto di provincia, dalle dimensioni ridotte, completava il quadro: salvo rare eccezioni, tutti conoscevano tutti, e al pari di una presenza trascendente ma in costante contatto col resto, Ian muoveva i fili delle relazioni attraverso le corrispondenze scritte, raccogliendo via via crescenti confidenze di attese, speranze e ricongiungimenti.

Negli ultimi mesi la curiosità, tramutatasi presto in appassionato coinvolgimento, aveva fatto breccia nella sua innata riservatezza. Questo fidanzato le ha già chiesto la mano? E intanto scrutava i volti degli interlocutori, la pelle del viso che si distendeva o si raggrinziva in pieghe qualora andava a toccare tasti dolenti. Alcune persone ormai aspettavano il suo arrivo alla finestra, al mattino, la speranza incollata al vetro, close to the glassnel polsino lacrima risonanza magnetica della spalla accostare al loro ingresso e suonare alle loro porte.

In quei casi, da buon abitudinario, trascorreva le settimane in compagnia delle stesse canzoni che fluivano in loop in mezzo ai boschi, nei vicoli tra i pascoli, negli sterrati tangenti ai ruscelli. Era ormai un mese che ascoltava quel disco, il mattino in polsino lacrima risonanza magnetica della spalla sfrecciava in discesa con la bicicletta gialla, ed era uscito di casa prima del solito per colpa della fibrillazione.